Wednesday, October 1, 2008

Gli off-gas al centro della commissione Via

Incontro al ministero per i rilievi sulla turbogas

 
 

Sono due i punti sui quali verteranno principalmente le analisi dei tecnici del ministero dell’Ambiente prima di rilasciare la Valutazione di impatto ambientale alla turbogas. Lo affermano i comitati, tra cui Medicina democratica e Wwf, reduci da un incontro a Roma con la commissione ministeriale. All’ordine del giorno della riunione, richiesta dagli stessi ambientalisti, c’era il trattamento degli off gas all’interno della centrale, che in questo periodo ha avviato le operazioni di collaudo.

Secondo il ministero “tutti gli off gas del petrolchimico, e non solo quelli di Polimeri Europa e LyondellBasell vanno bruciati nelle caldaie della turbogas – riporta Valentino Tavolazzi, a capo della “spedizione” -; inoltre mancherebbe un vero e proprio impianto di trattamento, completo di filtri in tutta la fase di produzione di emissioni”.

I tecnici romani hanno ascoltato i rilievi degli ambientalisti ferraresi e una decisione nel merito è attesa nei prossimi mesi, all’inizio del nuovo anno.

30 settembre

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Sunday, September 28, 2008

Comitati anti-turbogas a Roma

Incontro al ministero sul progetto Sef di combustione degli off-gas

 
 

Domani il Movimento ambientalista sarà nuovamente a Roma, per una audizione sul progetto Sef di combustione degli off gas del petrolchimico nelle due centrali di Polimeri Europa e Basell. Valentino Tavolazzi e Angelo Storari, a nome di Medicina Democratica, Grilli Estensi, Wwf ed altre associazioni e comitati del Movimento, esporranno al presidente della commissione Via del Ministero dell’Ambiente e ad alcuni tecnici del gruppo istruttore, le osservazioni contenute nella relazione tecnica, a firma dello stesso Tavolazzi.

L’audizione del Movimento precede di qualche ora la prima riunione della commissione ristretta di valutazione del progetto, la cui approvazione, come è noto, costituisce la condizione pregiudiziale per l’accensione della centrale Turbogas, ultimata da oltre un anno, ma tuttora spenta.

Nel 2007 infatti, a seguito di una analoga relazione del Movimento sulla combustione degli off gas in centrale, il Ministero aveva bloccato l’accensione della Turbogas.

Nei mesi scorsi il direttore generale aveva consentito le operazioni di collaudo della centrale, attualmente in corso, subordinandole tuttavia al rispetto dei limiti di emissione autorizzati dalla Via. Il dossier di Tavolazzi contiene osservazioni sul progetto proposto da Sef per la combustione degli off gas e passa al setaccio la Via del 2002, ritenuta dal Movimento inadeguata a garantire la riduzione delle emissioni rispetto alla situazione preesistente e quindi a tutelare la salute dei cittadini.

In particolare viene segnalata al Ministero la forte divaricazione tra le ricadute inquinanti attese dalla centrale e gli obbiettivi di risanamento dell’aria contenuti nel Piano provinciale, adottato cinque anni dopo l’approvazione della Via.

Inoltre nel procedimento del 2002 fu del tutto ignorata la situazione sanitaria della popolazione ferrarese, evidenziata invece, con giusta preoccupazione, dal Piano provinciale di risanamento dell’aria.

28 settembre

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Sunday, September 7, 2008

I movimenti a Roma per fermare la turbogas

http://www.estense.com/?module=displaystory&story_id=41139&format=html

Notizia inserita il 6/9/2008

I movimenti a Roma per fermare la turbogas

Incontro sugli off-gas per chiedere una nuova Via

 
 

Nei giorni scorsi Medicina Democratica, a nome di Wwf, Grilli Estensi ed altre sigle del movimento ambientalista ferrarese, ha inviato al ministero dell’Ambiente una relazione tecnica, a firma dell’ing. Valentino Tavolazzi, in merito al procedimento di autorizzazione del sistema di combustione degli off gas del Petrolchimico.

Il corposo dossier contiene osservazioni riguardanti la Via del 2002 della turbogas, e nello specifico segnala al ministero le criticità della nuova proposta di Sef: bruciare gli off gas in due nuove caldaie ad olio diatermico, installate ad hoc da Polimeri Europa e Basell presso i propri impianti.

Come è noto la vicenda degli off gas tiene banco dal 2002, con varie ipotesi tecniche prospettate da Sef per ottemperare alla prescrizione della Via del 2002, che la obbliga a realizzare un sistema per il loro trattamento.

Questa condizione costituisce una pregiudiziale per l’avvio della centrale.

Sef dapprima (2003) propose di inviare gli off gas nella centrale termica di Yara, poi (2005) fece domanda al ministero per poterli bruciare nelle turbine della Turbogas.

Anche allora Medicina Democratica fece pervenire a Roma un dossier, a firma di Tavolazzi, che insieme ad altri rappresentanti del Movimento, incontrò più volte le competenti Direzioni del Ministero.

Nel luglio 2007 giunse da Roma lo stop alla combustione degli off gas nella centrale Turbogas, che da allora rimase spenta, benché ultimata.

Successivamente Sef ha proposto un nuovo sistema di trattamento degli off gas (combustione nelle due centrali Polimeri e Basell), ed ora il ministero deve pronunciarsi sulla idoneità di quel progetto, verificando il rispetto di tutte le prescrizioni contenute nella Via del 2002.

Nei prossimi giorni Valentino Tavolazzi, insieme ad altri rappresentanti del Movimento (Tommaso Mantovani di Medicina Democratica ed Angelo Storari dei Grilli Estensi), incontreranno i dirigenti competenti del ministero per esporre le loro perplessità circa l’idoneità del progetto Sef, unitamente alle motivazioni della loro richiesta per una nuova Via.

06 settembre

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Monday, June 2, 2008

La lotta contro turbogas e inceneritore passa per Roma e Bologna

Annunciati ricorso al tar e osservazioni al ministero

 
 
 
 

Procede a colpi di passaggi giuridici e tecnici la lotta del Movimento referendario contro i due “ecomostri” della turbogas e dell’inceneritore. Medicina Democratica, Wwf, Grilli Estensi, Comitato Nord Ovest e Comitato No Tad annunciano un nuovo ricorso al tar contro la seconda autorizzazione della Provincia alla triplicazione dell’inceneritore e prendono posizione in merito all’autorizzazione del collaudo della Turbogas.

Quanto all’autorizzazione del ministero per iniziare le prove finalizzate al collaudo della centrale termoelettrica, una fase questa che si protrarrà per diversi mesi, gli ambientalisti procederanno con valutazioni tecniche per segnalare “che non si doveva concedere l’autorizzazione al collaudo in assenza di un parere espresso da una valutazione di impatto ambientale”.

Il pomo della discordia sono gli off gas che devono essere “trattati”. “La Sef ha proposto di utilizzare in proposito i due impianti di Basell e Polimeri che contano entrambi due caldaie – spiega Valentino Tavolazzi -. Ma il ministero non sa ancora se questi possono essere considerati validi per quella funzione. Ne discende che quando la commissione di Via valuterà l’utilizzabilità delle caldaie si chiederà qual è la composizione degli off gas e quali sono i prodotti di combustione degli off gas. E questo – assicura Tavolazzi di Medicina democratica – nessuno lo sa”.

Manca poi il dettaglio relativo alla destinazione dei fumi. Proprio su questo punto, e sull’analisi dei combusti, la realizzazione della turbogas aveva ricevuto lo stop da Roma. Quel collaudo quindi partirebbe già “monco” secondo il Movimento referendario.

Quanto all’inceneritore, i comitati ricorreranno contro il secondo provvedimento di Aia della Provincia. Il primo motivo è che “non viene garantito l’impegno di mantenere quantomeno il livello di immissioni precedenti, quello della linea 1 – afferma Angelo Storari dei Grilli estensi -; vengono poi le emissioni, ossia la quantità di materiale che esce dal camino, che sono notevolmente più alte di quelle permesse dalla prima Aia”.

Su quei limiti e quelle quantità imposteranno il nuovo ricorso. Nuovo ricorso, dunque, e di conseguenza nuova raccolta fondi per coprire le spese legali. Ripartono allora i banchetti e presto, l’8 giugno, si terrà una cena di autofinanziamento a Comacchio.

01 giugno

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Tuesday, May 27, 2008

Quando la censura non funziona!

Ciao a tutti.

Dal numero 1052 del Venerdì di Repubblica
(16 maggio)
a pagina 90

Quando la censura non funziona…

Saluti a tutti e passaparola.

WebMaster

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Tuesday, May 6, 2008

”La Provincia ha dato l’ok al peggioramento dell’aria”

Tavolazzi boccia la seconda Aia all’inceneritore

 

 
 

I pareri e i metodi di misurazioni rimangono discordi. Su una cosa però sembrano convergere Provincia di Ferrara e comitati riguardo alla nuova Autorizzazione integrata ambientale dell’inceneritore di Cassana: la quantità di inquinanti che finisce nell’aria sarà superiore a quella prodotta dalla vecchia linea 1. “Questo significa che, rispetto a prima, aumentano i veleni autorizzati allo scarico in atmosfera” è la conclusione che ne trae Valentino Tavolazzi, che per primo aveva confrontato i nuovi parametri relativi all’impianto di Hera.

A questo punto il leader ambientalista si concede una riflessione: “se avesse perseguito l’obbiettivo di ridurre le fonti di inquinamento per migliorare la qualità dell’aria, l’assessore verde Sergio Golinelli avrebbe preteso da Hera la diminuzione dei veleni al camino, non il loro aumento”.

Non varrebbe nemmeno quanto affermato da Paola Magri (“l’ingegnere incaricato di tutelare la salute autorizzando emissioni compatibili con il Piano di risanamento dell’aria”), secondo la quale, nonostante aumentino i veleni al camino “cambia in meglio la ricaduta di sostanze al suolo, come ha rilevato anche l’Asl”. “L’Asl ha rilevato esattamente il contrario – avverte Tavolazzi -. Nella tabella 9, pag 7 del suo parere di revisione dell’Aia, l’Asl indica le concentrazioni al camino che avrebbero garantito l’invarianza immissiva (cioè il non peggioramento delle concentrazioni dei veleni nell’aria). Ed aggiunge che tali “valori emissivi riportati, intesi come valori medi annuali, sono quelli che dovranno essere raggiunti al fine di garantire la tutela della salute della popolazione esposta””.

La Provincia, dal canto suo, criticava le valutazioni dei comitati, insistendo sul fatto che sarebbe sbagliato confrontare grandezze) le emissioni a camino e le immissioni in atmosfera) diverse. Secondo i tecnici dell’assessorato all’Ambiente, infatti, è scontato che le emissioni in termini assoluti siano maggiori, dato l’incremento di potenzialità delle due nuove linee rispetto alla vecchia L1. E soprattutto, questo il discrmine su cui basa le proprie valutazioni la Provincia, il vincolo imposto dall’Asl sarebbe stato relativo alla ricaduta d’inquinanti nelle zone vicine all’inceneritore. Secondo l’ing. Paola Magri la maggior potenza e temperatura con cui i fumi verranno espulsi dal camino permetterà una più facile dispersione degli inquinanti, valutazione questa – sempre secondo la Provincia – già confortata dai rilievi Arpa.

Spiegazioni che non soddisfano Tavolazzi, che accusa la Provincia di “aver autorizzato concentrazioni ben più elevate di quelle, rinunciando di fatto all’invarianza immissiva”. “Le immissioni attese – spiega l’ex city manager -, correlate alle concentrazioni autorizzate al camino (identiche a quelle proposte da Hera), sono infatti assai superiori a quelle attribuite alla linea 1: le polveri totali di 3,76 volte, cadmio e titanio di 16,62 volte, il mercurio di 24,95 volte, i metalli pesanti di 15,1 volte, gli IPA di 192 volte, le diossine e i furani di 2,6 volte”.

In sostanza la seconda Aia aderirebbe a quanto proposto da Hera in opposizione alla prima autorizzazione: “la Provincia – conclude Tavolazzi – ha autorizzato emissioni al camino superiori a quelle precedenti, ed immissioni ad esse correlate ben più elevate di quelle attribuite alla linea 1. Conclusione: la Provincia ha dato il via libera al peggioramento delle condizioni ambientali e all’aumentato rischio per la salute. Un bell’esempio di “politica” con la p minuscola, al “disservizio dei cittadini””.


05 maggio

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Tuesday, April 29, 2008

Inceneritore tre volte più inquinante

Tavolazzi: ”Vergognoso l’atteggiamento di Comune e Provincia”

“Le nuove emissioni autorizzate dalla Provincia all’inceneritore “più che triplicato” di Hera (passa da 40 mila ton/anno di rifiuti a 130 mila), a seguito della revisione dell’AIA (autorizzazione integrata ambientale), sono più elevate di quelle atte a garantire il non peggioramento della qualità dell’aria nei quartieri interessati”. A denunciarlo è Valentino Tavolazzi, rappresentante di Medicina democratica, l’associazione che, insieme al Wwf, si era resa protagonista nei mesi scorsi di un braccio di ferro giudiziario con Provincia ed Hera.
A dare manforte agli ambientalisti ci sarebbe anche il parere dell’Ausl, datato 5 marzo, che segnala “il significativo superamento delle immissioni nell’aria – fa notare sempre Tavolazzi – prima prodotte dalla sola linea L1, a seguito delle nuove emissioni autorizzate per le linee L2 e L3”.
E i conti che ne derivano non sono decisamente rassicuranti: le polveri totali immesse in atmosfera dall’inceneritore potenziato sarebbero 3,76 volte più elevate di quelle preesistenti, il cadmio ed il titanio 16,62 volte, il mercurio 24,95 volte, i metalli pesanti 15,1 volte, gli Ipa (idrocarburi policiclici aromatici) 192 volte, le diossine ei furani 2,6 volte.
Percentuali che fanno uscire l’ex city manager dai canali delle dichiarazioni “diplomatiche”: “la decisione di autorizzare il peggioramento della qualità dell’aria – afferma l’esponente dell’ambientalismo ferrarese -, assunta nel più assoluto silenzio e venendo meno al dovere istituzionale di Provincia e Comune di tutelate la salute dei cittadini (ricordo che il sindaco è il massimo garante della salute dei ferraresi), non può che definirsi vergognosa!”.
Secondo Tavolazzi “il Comune ha tradito il protocollo di intesa, siglato nel 2003 insieme a Provincia, Agea e Circoscrizione Nord Ovest, in cui garantiva che le immissioni dell’inceneritore triplicato non sarebbero state “mai superiori ai valori che vengono registrati con l’impianto attualmente esistente”. Tutti insieme hanno tradito la fiducia dei ferraresi, in particolare dei residenti nella Circoscrizione Nord Ovest”.
“Da settimane – continua Tavolazzi – la città attende una risposta dai nostri “dipendenti” in merito alle nuove emissioni autorizzate, più elevate di quelle concesse dalla precedente AIA e di quelle attribuite alla linea preesistente L1 (NOx più che raddoppiati, metalli da 6 Kg/anno a 336, IPA da 65 g/anno a 5600 ecc….)”.
La battaglia ora diventa quella delle cifre e i comitati attendono la replica, sempre a suon di numeri e percentuali di Comune e Provincia: “attendiamo da loro risposte – conclude Tavolazzi -, sperando che non abbiano smarrito la tabella delle emissioni…”.

26 aprile

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Friday, April 11, 2008

Concimi fatti con rifiuti tossici

Pubblichiamo.

Gentilmente:
all’indirizzo qui sotto riporto alcuni link sull’abominevole crimine dei concimi fatti con rifiuti tossici e poi sparsi sui campi. Onestamente penso non vi sia reato più grave che avvelenare l’acqua e la terra stessa che ci danno di che vivere.
Sarebbe opportuno innanzitutto conoscere bene quanto accade, ognuno approfondendo i fatti, e poi avvisare di quanto già accaduto, e del pericolo di ulteriori crimini in tal senso, agricoltori, consorzi, associazioni, enti e quanti altri direttamente interessati, prima che il fenomeno si estenda ed anche altri terreni divengano tragicamente irrecuperabili come già in diversi luoghi del nostro ex Bel Paese.
Ringrazio infinitamente tutti per l’attenzione, vi prego di fare anche voi tutto il possibile, tristi cordialità,
Danilo D’Antonio

http://www.hyperlinker.com/change/concimi_tossici.txt

Saluti

WebMaster

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Risposta della UE sul riciclo e smaltimento rifiuti

Pubblichiamo:

“Cari membri del comitato
vi invio la risposta alla nostra lettera inviata alla EU sul Dibattito in sede europea della direttiva sul riciclo e smaltimento rifiuti promossa le scorse settimane.
Oltre alla risposta da parte della segreteria di Barroso, che in se per se rappresenta una connessione prestigiosa, sono emersi temi e questioni da dibattere prima di procedere ad una risposta maggiormente aderente al nostro caso ferrarese.
Saluti


Angelo Argenziano”

Cliccate sul link

A presto.

WebMaster

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Sunday, April 6, 2008

Tavolazzi, i rifiuti misura della politica

Articolo pubblicato su www.estense.com del 6/4/2008 . Sabato in biblioteca Ariostea, in una conferenza dal titolo incalzante “non bruciamoci il futuro”, relatori e pubblico si sono domandati se sia meglio incenerire i rifiuti o riciclarli; se sia giusto regalare agli inceneritori i soldi destinati agli impianti eolici e ai pannelli fotovoltaici; a chi vadano attribuite le responsabilità quando, come capita a Ferrara, la gestione dei rifiuti si riduce ad incenerirli e ad ammassarli in discariche. Un dibattito stanco, dalle risposte scontate, forse tardivo rispetto alla consapevolezza diventata patrimonio di molti ferraresi, grazie alle battaglie in difesa della salute e dell’ambiente condotte a Ferrara da Medicina Democratica, WWF, Grilli Estensi e comitati vari. Certo le riflessioni non sono mai inutili, ma è scontato che gli esperti intervenuti, gli organizzatori della conferenza e la platea, siano più che convinti che è meglio riciclare che bruciare; che nel nostro paese esistono esperienze e tecnologie sperimentate per bandire l’incenerimento dei rifiuti dai piani provinciali; che i governi degli ultimi 15 anni, di destra e di sinistra, hanno colpevolmente regalato agli inceneritori risorse destinate alle energie rinnovabili. Per fortuna la signora Carla Poli, imprenditrice del nord est e proprietaria di un centro di riciclo dei rifiuti a Vedelago (Treviso), con la sua oratoria tanto semplice quanto efficace, ha messo il dito sulla piaga, chiarendo la gerarchia delle responsabilità: se in una città non decolla la raccolta porta a porta, finalizzata al recupero ed al riciclo, e si preferisce al contrario bruciare i rifiuti, la colpa è degli amministratori e dei gestori degli impianti! Carla Poli, una pioniera del riciclo dei rifiuti, gira con gli stivali nel suo stabilimento (così mi ha accolto l’ultima volta), ma al tempo stesso sa convincere il governatore della Sardegna Soru a cancellare due inceneritori dal piano regionale rifiuti, e ad affidare la realizzazione di un centro di riciclo, come il suo, ad un consorzio di Comuni e di privati, di cui fa parte. Parole sacrosante le sue. A Ferrara, e nel resto della regione, si è preferito investire in discariche prima e nel potenziamento degli inceneritori dopo, invece che nella raccolta differenziata porta a porta. E ciò è accaduto perché la “linea politica” è stata dettata dalle aziende che gestiscono gli impianti, mentre le amministrazioni, subalterne, si sono limitate ad autorizzarla. Perché la Provincia di Ferrara ha riscritto l’autorizzazione integrata ambientale (AIA) dell’inceneritore di Cassana, consentendo emissioni al camino superiori a quelle concesse dall’autorizzazione precedente, ed a quelle dello stesso impianto prima del potenziamento? Questo dicono i dati resi pubblici da Medicina Democratica e mai smentiti dalla Provincia: la nuova AIA dunque avrebbe accolto le aspettative di Hera più di quanto abbia perseguito l’interesse collettivo! L’inceneritore triplicato, in base a quei dati, sarebbe stato autorizzato a scaricare in atmosfera quantità di inquinanti più elevate. Con questa inaudita vicenda si è andati oltre la soglia di credibilità di un’intera classe dirigente, anche in una città come Ferrara, governata da professionisti della politica, che in spregio assoluto di requisiti quali competenza, coerenza e lealtà, eccellono nella migrazione da un posto pubblico all’altro, politico o tecnico che sia. Tuttavia la maggiore consapevolezza dei propri diritti, conquistata da ampie fasce dell’elettorato ferrarese, costituisce oggi la novità con la quale la cosiddetta “casta” dovrà fare i conti in futuro, e tale consapevolezza può rappresentare l’unica ed autentica energia propulsiva, necessaria per un profondo cambiamento della politica! Valentino Tavolazzi
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